Tutti gli articoli di Andrea Ranieri

DBL – il Raduno 2020: che fare?

Già ai primi di marzo eravamo pronti per lanciare la settima edizione del nostro Raduno annuale, ma quanto accaduto ha ovviamente investito anche noi.

Abbiamo quindi sospeso ogni decisione in attesa di capire l’evoluzione degli eventi. Ancora oggi il quadro, per quanto in miglioramento, rimane incerto e, sebbene fiere importanti abbiano posticipato le proprie date in autunno, non è assolutamente sicuro che possano poi aver effettivamente luogo. Altre hanno invece annullato le edizioni 2020 per rimandare ogni iniziativa direttamente al 2021

La nostra scelta, in virtù del fatto che la data naturale dell’evento cade a fine novembre, è di attendere ancora fino a settembre e vedere se e in che modalità potranno aver luogo le iniziative fieristiche, fermo restando che per una iniziativa la cui cifra principale è la serena e spensierata convivialità, sarebbe un’autentica contraddizione viverla con la riserva mentale del rischio di contagio.

I giochi del Raduno 2019 (parte III)

Una sfilza di Card Driven popola la griglia di quest’anno. Dunque soffermiamoci su alcuni di loro, in questo terzo sorvolo sull’ampio panorama ludico che ci si aprirà al prossimo Raduno, oramai imminente!

Il primo sguardo lo dedichiamo a Hannibal & Hamilcar: Rome vs Carthage, edizione del ventennale del grande classico pluripremiato Hannibal: Rome vs. Carthage, tra l’altro presente anch’esso in griglia, pubblicato lo scorso anno dalla PHALANX.

Uscita da una fortunata campagna su Kickstarter, questa scatola abbonda di nuovi scenari e materiali rinnovati e curatissimi, così come la grafica, che ne fanno un oggetto ricercato e, potremmo dire, prezioso. In più, come dichiarato dal titolo, comprende addirittura un gioco aggiuntivo, Amilcare appunto, dedicato alla prima guerra punica, per il controllo del mediterraneo, che si avvale di un sistema inedito, rispetto a Hannibal: Rome vs. Carthage, appositamente realizzato per gestire le battaglie navali.

Pur aggiornato nel regolamento e arricchito con nuovi materiali, il gioco è sostanzialmente lo stesso, uno dei Card Driven più apprezzati di sempre, dove ritroveremo generali, consoli e proconsoli da spostare per le Province con i loro eserciti, da arruolare o rinforzare, il controllo politico da esercitare e difendere, eventi storici da far accadere, tutto tramite le carte, delle cui opzioni solo un’equilibrata gestione può condurre alla vittoria, come gli appassionati di Card Driven in generale e di Hannibal in particolare, sanno bene.

Ricordiamo l’autore di questo classico, nonché curatore, assieme a Jaro Andruszkiewicz, dell’edizione del suo ventesimo anniversario, che è quell’autentica star di Mark Simonitch,

Rimaniamo sull’antico, anzi ancora più antico, con la seconda edizione di Successors, proprio quella dell’Avalon Hill, del 1997. Siamo all’indomani della morte di Alessandro il Grande, avvenuta nel 323 a.C., in piena lotta per il controllo dell’impero macedone. I suoi generali se ne contesero l’eredità in ben sei guerre, dette dei Diadochi (Successori, in greco), e il cui ruolo è rivestito dai giocatori che dovranno lottare, per spuntarla nella lunga guerra civile che attraversò il mondo ellenistico.

La configurazione dell’Asia Minore al termine dei conflitti di successione, poi durò fino all’arrivo dei Romani.

Il sistema di gioco è il medesimo di Hannibal, riadattato in versione multi-giocatore. Non a caso nella coppia da dream team di autori, si rivede Mark Simonitch, accanto a quell’altra leggenda del wargame, che ci ha da poco lasciato, Richard H. Berg.

Facciamo un altro passo indietro nel passato per trovarci in Grecia fra il 431 a.C e il 404 a.C., nella lunga Guerra del Peloponneso raccontata da Tucidide e riprodotta in questo strategico a blocchi della Columbia Games. Stiamo parlando di Athens & Sparta, scritto dallo scozzese Tom Dalgliesh, nonché proprietario della Casa Editrice.

La struttura del gioco è quella classica a blocchi, di cui questo editore è pioniere e capofila nel panorama del gioco di simulazione storica. Semplice ed efficace. I giocatori, uno nei panni dello spartano e l’altro dell’ateniese, devono cercare di porre sotto il proprio controllo il maggior numero delle Città-Stato che componevano l’antica Grecia. I blocchi mostrano il tipo di unità solo a chi li controlla, per essere rivelati all’avversario una volta che vi si entra in contatto. La forza delle unità è indicata sui lati del blocco in modo da indicare le perdite, semplicemente ruotandolo.

Insomma un meccanismo ormai rodato con cui ricreare un conflitto epico che vide contrapporsi la flotta più potente della città più ricca, contro l’esercito più temuto, addestrato e motivato dell’epoca.

La guerra del Peloponneso fu vinta da Sparta, ma il prezzo fu altissimo e segnò la fine del periodo d’oro di tutta la Grecia. Però Atene e Sparta e la Storia che le vide protagoniste, risuonano forte ancora oggi, dopo 2400 anni.

Dall’antico torniamo alle vicende del secolo scorso, iniziando con un gioco che, mutuando il regolamento di Paths of Glory, ripercorre la Guerra Civile Spagnola. Parliamo di Crusade and Revolution: The Spanish Civil War, 1936-1939, scritto da David Gómez Relloso ed edito dalla 4Dados e dalla Compass Games.

Dunque un altro Card Driven su mappa punto punto, dove i giocatori assumono il ruolo di comandanti delle due fazioni, nazionalisti e repubblicani, occupandosi di tutto ciò che concerne la conduzione di un conflitto, mobilitazioni, offensive, reclutamento, linee di difesa, facendo i conti col succedersi degli eventi storici, come gli aiuti militari stranieri, gli avvenimenti di politica internazionale, il cambio del governo repubblicano e ogni altra vicenda che intervenne nel conflitto.

Assieme al Caso dei Catalani, descritto nel primo articolo di questa carrellata, anche questo titolo ci trasporta in un fatto storico che approda per la prima volta fra i tavoli del Raduno.

Restiamo fra i Card Driven, ma ci trasferiamo fra le sabbie del Nord Africa, per trovarci nella campagna militare tra le più simulate in assoluto.

Shifting Sands, di Michael Rinella ed edito dalla Multi-Man Publishing, riproduce su una mappa punto punto tutta la campagna africana, a partire dalla prima offensiva in Egitto del maresciallo Graziani nel 1940, fino alle ultime fasi in Tunisia che sancirono la vittoria delle forze alleate. Ogni operazione vi è compresa e i due comandanti in capo avranno il loro bel daffare per cercare di mantenere il controllo della situazione, anche a causa delle notizie che arrivano dagli altri teatri del conflitto.

Altra campagna che conta innumerevoli ricostruzioni è quella di Russia, dal 1941 al 1945, che a Bracciano rivedremo con EastFront, di Eric Hotz, uno dei titoli della mitica serie EuroFront, con la quale la Columbia Games coprì tutti i teatri europei della Seconda Guerra Mondiale. Il sistema è quello a blocchi, un autentico tratto distintivo per questo editore, come accennato prima, parlando di Athens & Sparta, con cui condivide la meccanica.

Stesso argomento, taglio diverso, quello di Combat Commander: Europe, il primo volume di una fortunata serie tattica sulla Seconda Guerra Mondiale, scritta da Chad Jensen per la GMT Games.

Basata sul Card Driven, la meccanica di questo regolamento è priva di una sequenza di gioco, sostituita da una successione di segmenti temporali, all’interno dei quali si dipanano un numero variabile di turni. Ad ogni turno si giocano carte “Fate” per attivare le proprie unità e, quando casualmente si presentano, si risolvono le carte “Evento”, che aggiungono un po’ di caos e incertezza ai piani dei giocatori.

Questo nuovo approccio intende imprimere un ritmo tale alla risoluzione dei turni di gioco, da avvicinarlo al contesto che intende replicare, quello di un confronto tattico, con tutta l’incertezza e la concitazione che lo caratterizza. Dai volumi pubblicati, battle pack e ristampe, sembra che il risultato sia stato apprezzato.

Ci piace chiudere la nostra breve panoramica con due giochi orientati allo Spazio, anche per rivolgere a modo nostro, un piccolo pensiero all’impresa dei tre uomini dell’Apollo 11, di cui quest’anno ricorre il 50° anniversario.

Il primo è un gradito ritorno a Bracciano: High Frontier, la rigorosissima creatura di Phil Eklund, ingegnere aerospaziale, scienziato missilistico, nonché a capo della Sierra Madre Games, casa editrice di questo e altri giochi a tema scientifico.

Il gioco propone l’esplorazione spaziale fondando ogni componente delle sue meccaniche, sulla fisica e l’ingegneria. Movimento, tecnologia a disposizione, esplorazione e qualsiasi altro elemento è regolamentato su concetti e progetti reali. Eklund ne ha fatto proprio la cifra caratteristica del suo gioco. I percorsi vanno pianificati sulle reali traiettorie possibili, sovraimpresse sulla mappa. Sono contemplati i punti di Lagrange, i campi gravitazionali dei corpi celesti per sfruttarne la spinta di Flyby, così come vanno affrontati tutti i problemi legati alla progettazione, quali la tecnologia da utilizzare a seconda dello scopo della missione, il peso, il carburante e così via…

A turno i giocatori dispongono di due punti azione, per scegliere cosa fare tra otto possibiltà, come muovere o comprare tecnologia.

Quando uscì la prima edizione, nel 2010, suscitò reazioni contrastanti. Evidentemente non è un gioco che può incontrare il favore di tutti i giocatori. Di certo non lascia indifferenti: o lo si odia o lo si ama alla follia…

Col secondo gioco siamo all’opposto: pura fantascienza. Parliamo di Endure the Stars, di Adam Smith, auto prodotto dopo una sfolgorante campagna su Kickstarter e ora edito dalla Grimlord Games.

È un cooperativo che vede i giocatori assumere il ruolo di superstiti di una sfortunatissima missione di esplorazione e colonizzazione, impegnati nella dura lotta per la propria sopravvivenza. Una volta membri dell’equipaggio della N.W.E. Hikari, nave colonizzatrice del pianeta dove sono approdati, devono affrontare ora le conseguenze di sciagurati esperimenti d’ingegneria genetica condotti, a loro insaputa, sulla forme di vita del pianeta. Ovviamente tutto finisce nel più apocalittico dei disastri, con la fuga delle creature dalle loro zone di contenimento e l’inevitabile massacro di gran parte dell’equipaggio.

Ora sono rimasti solo piccoli gruppi che, per sopravvivere, devono cercare di recuperare tutto il possibile dal relitto della loro nave. Al Raduno sapremo come andrà a finire…

Con questa terza chiacchierata, chiudiamo la nostra panoramica, che rimane comunque un piccolo assaggio di una popolatissima griglia, la quale a sua volta, rappresenta solo una parte dei tantissimi giochi che, grazie a voi partecipanti, animeranno la nostra tre giorni.

Ci vediamo a Bracciano!

Ricordati che Domenica 17 novembre si chiudono le registrazioni per partecipare al Raduno!